Tetti
Ventilati o Microventilati ?
La
quantità di aria che può circolare
al di sotto di un manto impermeabile, nel
pacchetto di elementi e strati che costituiscono
una copertura di un tetto a falde, è un
pò come la cilindrata di una autovettura:
più è alta, migliori sono le
prestazioni. Non è però detto,
come nel caso delle auto, che sia sempre meglio
una “cilindrata elevata”; come
sempre le prestazioni di un sistema tecnico
devono essere commisurate alle necessità di
chi lo deve impiegare. Alcuni utenti possono
avere necessità di una “cilindrata” maggiore
mentre altri, per il tipo di impiego che fanno
della autovettura, possono accontentarsi,
se non addirittura preferire, delle cilindrate
più modeste. Per alcuni può essere
quindi sufficiente una microventilazione mentre
altri possono avere necessità di una
ventilazione vera e propria.
Ma fra la microventilazione e la ventilazione esiste però una differenza
sostanziale: sempre di aria si tratta e quindi alla fine le prestazioni, più o
meno elevate, potrebbero essere considerate le medesime, ma mentre la soluzione
tecnico costruttiva della microventilazione è una soluzione fondamentale
e “obbligatoria”, la ventilazione è una scelta opzionale
che il progettista può fare o meno a seconda della caratteristiche termoigrometriche
che desidera ottenere dalla copertura, in funzione della qualità ambientale
degli ambienti sottotetto. La microventilazione deve essere considerata obbligatoria
in quanto fornisce una serie di prestazioni indispensabili al buon funzionamento
di un tetto a falde ed è infatti sempre prevista in tutti gli schemi
funzionali delle norme UNI (cfr. UNI 8627 e UNI 9460) indipendentemente dal
fatto che il tetto sia anche ulteriormente ventilato, oppure eventualmente
anche termoisolato, oppure nessuna di queste caratteristiche. La ventilazione
infatti, come l’isolamento termico, sono soluzioni di progetto che il
progettista può decidere di realizzare oppure no.
La ventilazione è utile per evitare il surriscaldamento del volume mansardato
del sottotetto in regime estivo, la coibentazione serve per evitare eccessive
fughe di calore dagli ambienti sottostanti in regime invernale. Ma se l’edificio
in costruzione non necessita di isolamento termico ne ventilazione (per esempio
un magazzino, una autorimessa, un deposito, ecc.) queste tecniche di controllo
termoigrometrico dell’ambiente non sono necessarie. È invece sempre
indispensabile la presenza della microventilazione. Scopo principale della
ventilazione è quello di smaltire una parte del calore estivo dovuto
all’irraggiamento solare che riscalda le tegole portandole, in una buona
giornata di luglio, a una temperatura facilmente oltre i sessanta-settanta
gradi. Prima che il calore accumulato dal manto di copertura si trasferisca
in buona parte alla struttura di supporto del solaio di falda e da qui al volume
mansardato riscaldandolo oltre limiti sopportabili, la circolazione di aria
nel sottomanto attivata dalla ventilazione diluisce e allontana una parte di
questo carico energetico contribuendo al controllo della temperatura interna.
Si tratta di una scelta di progetto in quanto se nel sottotetto non è prevista
alcuna attività abitativa, oppure se la falda è rivolta a nord
e quindi soleggiata poco o niente, oppure ancora se certe ombre riportate di
edifici adiacenti o di presenze naturali (alberi, montagne, ecc.) impediscono
ai raggi solari di giungere pienamente sulla copertura; la
soluzione tecnico costruttiva della ventilazione
probabilmente è abbastanza
superflua; al contrario, in una falda rivolta
a sud con una camera da letto nel sottotetto
la ventilazione può costituire una interessante
alternativa, o un abbinamento a costo energetico
zero, a un impianto di condizionamento.
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